02/04/2004
Non sarò zuccherosa prima di Pasqua... NON SARO' zuccherosa prima di Pasqua!
Fra la biblioteca e la vicina parrocchia esiste un contenzioso secolare per l'uso del cortile interno, condiviso da entrambe e di proprietà comunale ma (attenzione!) assegnato in usufrutto alla chiesa da una convenzione stipulata alla fine dell'Ottocento fra i due enti interessati. Questa situazione ha prodotto nei decenni tutta una serie infinita di dispettucci e dispettaci, vendette e ritorsioni, liti e prese di posizione con tanto di sentenze di notai e avvocati, fino ai giorni nostri nei quali il cortile in questione si trova suddiviso in zone, alcune delle quali riservate alle macchine dei dipendenti della biblioteca.
Il preambolo serve a spiegare la lieve ma perdurante freddezza di rapporti, sicchè quando al mattino ci s'imbatte nell'attuale e battagliero parroco o in qualcuna delle signore che gravitano nell'orbita parrocchiale ci si sente vagamente a disagio, della serie: "Lo/la saluto o no? Mi risponderà o no?". Anche perchè loro di solito inalberano un'espressione perennemente disapprovante. Ma stamattina fuori dalla porta c'era una vecchina che sembrava appena uscita diritta diritta da una fiaba di Andersen: lunga gonna di mussola nera, golfone di lana grigia, ciabatte e calze spesse e grigie anche loro, fazzolettone d'ordinanza in testa. Ma sorrideva: "Ho freddo - mi dice, sorridendo - posso entrare un momento? Dobbiamo pulire la chiesa ma non è ancora aperta." Ma certamente, si accomodi signora - rispondo - guardi ci sono le sedie, può sedersi intanto che aspetta. E lei mi guarda dritto negli occhi, sorride ancora, e poi dice: "No, sto in piedi. Devo ancora crescere." Poi mi ha benedetto. Non so perchè, ma mi sono commossa. Io, che sono sempre molto scettica.