27/02/2004

"Sculettare è tuo dovere"

"... e allora cosa aspetti?" Questa è Lene, prima era la cantante degli Aqua, quelli di BarbieGirl, una canzoncina che sta all'area inglese un pò come "Hanno ucciso l'Uomo Ragno" a quella italiana: un testo originale, una volta tanto, in zona pop, mica solo cuore-amore-sere/nere. Poi s'è messa in proprio, e ora mi sembra che dia istruzioni per chi voglia seguire la sua carriera: il ritornello di questa canzone fa magnificamente il paio con quella di Brittany Spears "Nata per farTi felice". Com'è che si procede per far felice presumibilmente uno o più uomini? "E' tuo dovere muovere quel sedere / piccolo, grasso rotondo o succoso / e allora, che cosa stai aspettando? / Tu sei quella che loro vogliono." Che poi a leggere e rileggere le altre strofe forse si può anche intravedere uno spiraglio d'autoironia. Forse. E non è che con questo mi stia avviando verso la china del moralismo da quattro soldi: mi ha sempre incuriosito andare a spulciare i testi delle canzonette per individuare i segnali di... come potrei dire, usi e costumi d'attualità. In fondo, ci si potrebbe anche costruire su una bella Unità Didattica.
riflessi di riflessi di glaucy at 09:23:15 4 Commenti

20/02/2004

"Se non mi commenti io blog esisto? No." Il dibattito è aperto.

Roberto Benigni, se non sbaglio, o comunque un altro comico toscano, aveva utilizzato la seguente frase per una pubblica discussione:" L'argomento di questa sera è: "Pole la donna essere uguale all'omo? No." Il dibattito è aperto"   E allora io ho parafrasato; da qualche giorno ci si scambia mail io e la mia amica BluLu (a proposito, come faccio a fare il link interno al testo, cioè a rendere il nome del blog attivo?) su quest'argomento. E ieri, nell'intervallo della mia lezione al corso d'aggiornamento docenti su "Io scrivo, tu scrivi: scrittura creativa individuale e di gruppo" ho chiesto alla mia amica Paola cosa ne pensava. E' venuto fuori che scrivere in rete, per lei e anche per me, ha senso solo se qualcuno ti legge, e rende visibile l'atto della sua lettura tramite la funzione commento: altrimenti uno/a si compra un quaderno dove scrive un bel diario e dopo lo ficca in un cassetto, e lì rimane, lontano da occhi indiscreti. Invece Lu non la pensa così: per lei scrivere il blog e commentare sono una pausa nella routine quotidina, e poca importanza ha, in fondo, la lettura o la non-lettura, ma allora io dico: perchè scrivi in rete. Se nulla ti cale (!) del fatto che altre persone legano oppure no quello che scrivi nel tuo blog, perchè lo fai ? Del resto, tutti prima o poi ammettono che leggere numeretti molto bassi nel contatore dei commenti è un'esperienza frustrante: appena schiacciato "salva post" e di seguito "pubblica" la prima sensazione che provo anch'io qual'è? Quella dell'attesa...   
riflessi di riflessi di glaucy at 11:51:53 48 Commenti

17/02/2004

"Nata per farti felice"

Dice Britney Spears: lo dice davvero, in una canzonetta di qualche mese fa. Lo dice perchè un autore glielo ha scritto e lei lo canta. E tra l'altro, nemmeno mi è antipatica la Brittany (Britney è una contrazione del nome originale, vagamente snob) anzi "Hit me one more time", la prima che conosco, ambientata in un liceo (poi è venuto di moda, girare videoclips in ambiente scolastico) mi piaceva proprio e la canticchio ancora. Poveretta, la Britney, gliene dicono dietro di tutti i colori; Eminem (peraltro carino e bravo di suo) l'ha interpretata vestendosi da donna e piazzandosi una parrucca con le treccine in testa nel video di "The real Slim Shady" e la fa sembrare una cretina. Le hano appioppato come (ex) fidanzato uno noiosissimo di cui al momento mi sfugge il nome, (so che quest'anno ha vinto una catasta di Grammy awards) ma vedi tu se mi riesce di ricordare come dannaz. si chiama, massì, è uno che canta cose pop, uff, era il cantante degli N-Sync, vabbè, niente. Mi verrà in mente subito dopo aver schiacciato "pubblica".

E allora racconterò un brandello di passato: alcuni decenni fa in giro per strada piazzavano giganteschi manifesti che pubblicizzavano una marca di autoradio, che avevano come testimonial una donna di colore a seno appena intravedibile sotto un velo azzurro. Io e un paio di mie amiche giravamo nottetempo munite di adesivi con la scritta "Questo insulta e offende noi donne" che incollavamo sul seno della signora in questione. Adesso in classe di mia figlia, prima liceo lingusitico, si discute se sia meglio scegliere come mestiere la velina piuttosto che la letterina (sto dicendo sul serio). Nate per farvi felici. Una volta  avrei detto "E io?"   

riflessi di riflessi di glaucy at 09:09:37 27 Commenti

11/02/2004

Colleghe: perchè?

Sì lo so Grace, non lo dovrei fare questo post: ma quello che mi chiedo è: per quale motivo io ci resto così male se le persone che sono state protagoniste (avvisate in anticipo, consenzienti e liete della cosa) del mio terzo ed ultimo bibliopost non mi hanno scritto nemmeno una sillaba di commento? Perchè? Inoltre, come dire, faccio questo post anche per saggiare la mia disinvoltura nell'uso della nuova piattaforma: non è che il Rafting sia andato a buon fine (dopo  molti, ma molti tentativi, tuttavia) per un puro caso? E oggi sarà bello il Signore degli Anelli? Perchè non riesco a farmi piacere Tolkien? Perchè ci sono bloggers tanto simpatici (Casabaggins, per esempio) che ignorano i miei (discreti, come sempre) commenti? Perchè? Perchè sto scrivendo con gli occhiali sbagliati? Farò un quantità industriale di errori...E sì, voglio provare anche uno smiley... quello che più mi somiglia. Adesso.
riflessi di riflessi di glaucy at 11:50:32 10 Commenti

09/02/2004

RAFTING SUL TAMIGI

E' la prima volta che lo faccio: pubblicare un sogno qui sul blog, voglio dire. Si tratta di un sogno nettamente diviso in due parti, che ho chiamato (ma praticamente loro, le due parti, si sono chiamate da sole) del Buon-senso-al-buio (prima parte) e quella del Pericolo Solare (la seconda). E dunque nella prima ci siamo io e la mia amica Donda che andiamo in gita in Inghilterra con un gruppo di persone, e per essere più liberi di girare decidiamo di lasciare i bagagli al pub di un paesino; così poi ce ne andiamo belbello fino a Londra. Ma ad un certo momento io mi accorgo con una certa ansia che nessuno ha pensato di segnarsi il nome del paesino: come faremo a ritrovare i nostri bagagli? Interviene saggiamente Donda a suggerire di fare tutte le fermate d'autobus da qui a Londra: lo ritroveremo senz'altro quel paesino. Io però ho paura che alle otto di sera i bus smettano le corse: sono già le sette, c'è buio, faremo in tempo? Seconda parte: siamo io e la mia amica Dandi (nella realtà sorella di Donda e come lei mia amica da quando avevamo cinque anni) su di un ponte, sopra il Tamigi, a Londra. Dandi indossa uno splendido abito ottocentesco ricco di balze e pizzi e strascichi, tinta avorio, completato da un cappellone pure ottocentesco e da un paio di guanti di tulle. E' una giornata luminosissima: io guardo in giù e vedo alcune persone che fanno rafting. M'incuriosisco ed osservo il tutto con atteggiamento turistico, appoggiata al parapetto, senza minimamente stupirmi per le (surreali) rapide del fiume. Fine.
riflessi di riflessi di glaucy at 09:28:05 10 Commenti

04/02/2004

"PUO' LA NEVE ESSERE BAGNATA? dipende...": un altro bibliopost

Ecco, finisco la lezione, chiudo la cartellona; adesso porto di là a Scaffale Aperto la piletta di libri che ho fatto leggere stamattina per l' Unità Didattica: "Jack Frusciante è uscito dal gruppo - Adolescenti in letteratura". Solita deprimente lettura: voci piatte, monotone, parole sbagliate o addirittura inventate, nessuna attenzione alla punteggiatura. Una sofferenza. Non è sempre così per fortuna, ma spesso lo è. Troppo spesso. Questi/e ragazzi/e non hanno mai provato a leggere ad alta voce, che è molto diverso dal leggere a mente. Ed è così che si annoiano a morte, e annoiano a morte chi li ascolta. Spengo i computer (ci vogliono venti minuti, qua ci sono PC che hanno dodici, tredicianni), esco dall'aula, passo davanti alla finestrona: nevica. E la Grace è andata al cine con la classe, si bagnerà. Esprimo questo pensiero ad alta voce: "Si bagnerà". La Mariella e la Nico (entrambe hanno due figli piccoli) mi guardano da sopra la spalla, comprensive, rassicuranti ed un filo sfottenti: "Ma và, la neve non è mica bagnata."
Al serrato e vivace dibattito che ne è seguito hanno partecipato, in ordine alfabetico: IO, l'Elena (quella che fa le sostituzioni) e il Giovanni (utente onnipresente).
Non siamo venuti alle mani ma poco c'è mancato.
riflessi di riflessi di glaucy at 10:47:37 5 Commenti