28/01/2004
No grazie, basta
Ho una mamma che somiglia sempre più a Mastro Geppetto: piccolina, minuta, occhietti vispetti e verdi dietro le lenti, un pò curva. E ci si aspetta di aver a che fare con una dolce vecchina: la versione femminile di Mastro Geppetto per l'appunto. Invece si tratta di una Margareth Thatcher vera e propria, una graziosa piccola lady di ferro, con le sue idee ben precise, asettiche ed ordinate (è svizzera), che in fatto per esempio di cosa mangiare, quando mangiare, come mangiare collidono del tutto con le mie. Così per esempio se lei deve riscaldarmi qualcosa in un'antiaderente non la mette sul fuoco piccolo tenendolo al minimo, no: la sbatte su quello più grande e poi spara tutto a paletta. Col risultato che i manici delle antiaderenti in casa mia (dove lei e mia zia, sua sorella, vengono spesso) sono tutte del modello "fila-e-fondi" ed in cucina aleggia e ristagna un grazioso sentor di formica e metallo fuso. Intendiamoci: a loro devo moltissimo, m'hanno regalato la casa dove viviamo e mia figlia l'hanno praticamente tirata su loro, io andavo a lavorare e mio marito pure e se non ci fossero state loro due sarebbe stato un vero disastro, calcolando che la Grace fino a due anni ha dormito si e no un'ora, un'oraemmezza per notte, e non di fila. Che se poi le dico, gentilmente e dolcemente: "Guarda mamma che è meglio abbassarlo, il fuoco" lei s'incacchia e mette giù un muso lungo per sempre. Sapete qual'è il suo soprannome? (Lei lo sa, e dice che non le somiglia perchè è un uomo) E' "Kelso": Bob Kelso è il primario dell'ospedale in cui è ambientato il telefilm di MTV "Scrubs -medici ai primi ferri". Oltre ad assomigliarle decisamente nel carattere, le assomiglia anche fisicamente! Con sua sorella, mia zia, litigano quasi costantemente, ma provate ad azzardarvi a prender posizione a favore di una o dell'altra: subito quella per cui vi siete schierati insorge a difendere quella cui è stato dato torto. AH.riflessi di riflessi di glaucy at 09:25:32
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22/01/2004
LA BRINA, IL COMPLEANNO E LA CACCA DELLA GATTA
"Mi si brina il cervello mamma" mi ha detto la Grace parlando delle sue due ultime verifiche di matematica. Inspiegabie: lei a casa fa le espressioni, e le vengono. Lei va a tutoring, e gli esercizi le vengono. E nello scritto invece niente da fare. Ma perchè. E invece l'informatica le piace da matti, è già più brava di me. Illogico, come, chessò, vedere un fantasma che fà le fotocopie. Io non credo ai fantasmi, sono una persona pragmaticissima, molto terraterra. (O no?). Allora PERCHE?. Sappiamo tutti che ha avuto la grande sfortuna di incocciare in una stupida delle medie che gliel'ha fatta odiare, ma questo in fondo non spiega tutto: perchè la Grace, come me, non sarà Einstein (in inglese e francese invece non ha meno di otto: fa la prima liceo) ma le cose le capisce normalmente, come tutti.Seconda sezione del titolo (circa wertmulleriano, vero?): ieri era il compleanno di mio marito, che in queste circostanze va solitamente in depressione.
Io e la Grace torniamo a casa: lui mi ha fatto cuocere i tortelli di zucca (la mia passione) e mentre mi sto lavando le mani e cambiando mi chiede se ne ho ancora per molto. Gli dico "No guarda vengo subito"; passando in corridoio però mi accorgo che la gatta ha visitato la sua sabbietta, e siccome so che lui ODIA quell'odore mi fermo a pulire. Risultato: vado in cuina e i tortelli sono gelidi. Il burro non si scioglie e, nel girare e rigirare con la forchetta, si rompono quasi tutti. Cerco di inghiottirli con gran fatica, ma poi mi arrendo: li digerirò verso le undici di sera quando farò un bel pò di esercizio fisico in occasione dell'ennesima rottura delle tubature del bagno.
Glielo faccio notare, che sono freddi.
Mi risponde che mi sono attardata di là.
"Ho pulito la sabbietta" gli dico.
"Chi ha voluto il gatto? Se lo lasciavate dov'era questi problemi non ci sarebbero stati."
Gli avevo anche comprato un giubbotto molto bello in microfibra, come regalo di compleanno. Marrone, perchè per sbaglio gli ho comprato, negli anni, quattro paia di calzoni della stessa tinta.
Poi mi ha ringraziato e mi ha dato un bacio. Ma per tutto il pomeriggio sono rimasta arrabbiata con lui.
E con i tortelli, i miei meravigliosi tortelli di zucca, sullo stomaco per colpa sua.
riflessi di riflessi di glaucy at 10:39:49
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19/01/2004
PENNE O SPAGHETTI?
Dilemma antico: a me la pasta corta non va tantissimo, con i sughi mi piacciono gli spaghetti in tutte le loro versioni (in particolare le linguine) e nei minestroni preferisco i cereali, orzo, grano e farro soprattutto. Ora: mio marito ha fatto scuola alberghiera per cui ci sa fare con le sue specialità, in particolare i sughi. Non tante varietà, ma alcune classiche e sempre apprezzabili, e questo è il lato positivo della cosa. Quello negativo è che comunque i primi tempi era dura, perchè criticava tutto quello che facevo e soprattutto COME lo facevo, sicchè ho trovato una soluzione: mi sono specializzata nei piatti unici, che poi sono quelle cose che nè a lui nè a mia figlia piacciono. Tipo il riso alla cantonese, per intenderci, che è uno dei miei cavalli di battaglia (forse l'unico?). Quando la Gracie era più piccola qualche volta provavo delle ricette trovate sulle riviste: per un pò le sono piaciute, poi ha incominicato a dire di no a tutto e a preferire gli hamburger della nota catena distributiva. Oltre al cibo cinese, dimenticavo, che poi mi fà le pulci al post chiosandomelo sillaba per sillaba, vero, dolcezza?! Non che i miei piatti riuscissero male o fossero cose strane: cercavo ricette semplici e possibilmente con dentro pasta e verdure, le cose che amo di più in assoluto; anche il pesce a dire il vero, ma solo se cucina qualcun'altro: quando ho tolto tutte le spine il piatto è diventato gelido. Una sola volta m'è riuscita male una ricetta trovata su un libro: un dolce, e difatti non ci ho mai più provato. Erano biscotti a forma di faccina per la festa del suo settimo compleanno (o era l'ottavo? O non era il compleanno?) con i canditi per gli occhi, un'altra cosa per bocca e naso, insomma, sarebbe dovuta riuscire una simpatica faccenda. Solo che la temperatura del forno, o la piastra, non so, era sbagliata: cosicchè al posto di faccine europee mi sono venute fuori faccine extracomunitarie ed immangiabili.Bhe: due o tre giorni fa arriviamo a casa tutt'e due (lei viene da me in ufficio quando esce da scuola e torniamo assieme), mio marito ha messo su l'acqua che sta bollendo ed il sugo (delizioso come sempre) è pronto. Chiede "Facciamo le penne o gli spaghetti?"
E' finita a porte sbattute (e gatta spaventatissima), grida, recriminazioni, musi interminabili.
Continuo a preferire gli spaghetti.
riflessi di riflessi di glaucy at 15:42:10
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14/01/2004
Latino dopo cena?
Io adoro "Passaparola", ma non tutto: solo "Le parole impossibili" e la ruota finale. Mi piace mettermi in gara: rispondo tutte le sere. La trasmissione incomincia alle seiemmezza: la Grace i compiti si mette a farli alle sei. Perchè prima non ne ha voglia: deve leggere romanzi, scrivere il suo racconto a computer, navigare, parlare con le amiche. Tutte cose sacrosantissime. Bene. A me piace fare latino insieme a lei, e lei è contenta della mia presenza: ho avuto precise e sincere rassicurazioni in proposito. Lo so che può cavarsela anche da sola, fa una media di uno, massimo due errori ogni venti sintagmi (con i verbi però la media si alza: perchè non le piacciono e non li studia, sostiene che la scienza infusa esiste. E lei ne è la prova).Dunque s'incomincia alle sei: esercizio 1, esercizio 2, poi versione. Ma ATTENZIONE: alle settemmezza c'è "Will & Grace". Scatto felino della Grace, che si dilegua in salone confiscando il telecomando relativo di quella TV. Io e mio marito restiamo in cucina a guardare "Passaparola" e, naturalmente, a preparare la cena: perchè la Grace la cena la consuma, mica la fa. E' convinta che la medesima si faccia da sola, anche perchè, per quel che la riguarda, è circa così: quattordicianni di alimentazione semplice e sensata, all'insegna di prodotti svariati, scelti dopo un'attenta lettura delle etichette dalle quali risultasse il minor numero possibile di schifezze, senza esagerare con le fissazioni bio, che tanto non esiste perchè non ci sarebbero che due o tre mele in tutt'Italia, se davvero non si usasse niente (e noi lo sappiamo, abbiamo un frutteto) hanno dato come risultato un'adolescente che si nutre soltanto di 1)salumi; 2)nutella; 3)qualche volta salmone; 4)qualche volta biscotti di una sola marca, quella che piace a lei. Bene. (si fa per dire). L'ultima frase della versione e metà dell'esercizio 2 sono rimandati a dopo cena, quando io, del tutto stravolta, aspiro unicamente a schiaffarmi sul dondolo a leggere "La camera del pazzo", l'ultimo giallo Mondadori che mi sono comprata in edicola.
Ovvia conseguenza: urla, pianto e stridor di denti. Mio marito cerca di far da paciere, ma si becca la sua dose anche lui: qualche giorno fa ha staccato la spina al PC che era ancora acceso, e adesso quello fa la scansione di superficie ogni volta che si riaccende. Chiedimi se sono felice.
riflessi di riflessi di glaucy at 10:02:04
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08/01/2004
I CALENDARI
A casa nostra ce n'è uno in ogni stanza, persino nei bagni, e riflette la fisionomia dell'ambiente: così nella camera di mia figlia c'è il calendario di Eminem, in studio quello di un'erboristeria e, vicino al PC di mia figlia, quello del suo segno zodiacale; nei bagni quello di un noto olio d'oliva (che ha conservato negli anni un'impostazione antiquata e liberty veramente deliziosa, per me) e, nell'altro bagno, quello di una banca, non bellissimo ma molto colorato; in salone ce n'è uno piccolo e discreto, vicino al telefono. Manca solo in garage e nel rispostiglio. Ma è quello che sta appeso in cucina il più importante: con l'abitudine di scriverci sopra le cose da fare o ricordare si è trasformato a poco a poco in un diario di famiglia. E siccome li tengo tutti, rileggerli è davvero bello: così per esempio è saltato fuori che il ventiquattro aprile del 1995 mia figlia (allora seienne) "si è lavata le mani senza polemizzare": nota del papà. Il quale papà in genere contribuisce con appunti di carattere agricolo: "pigiata uva bianca", oppure "seconda innaffiatura con poltiglia bordolese". Io di solito segno le scadenze periodiche: e così sono possibili parecchi e significativi confronti fra le bollette della luce e del gas di due anni fa, o tre (quando ancora c'erano le lire) e quelle di adesso. Poi registro diligentemente le date in cui Gracie doveva prendere il Broncomunal (le davamo questa capsula, che è un sostegno al sistema immunitario, quand'era più piccola) e più tardi quelle delle udienze. Naturalmente ci sono tutti i nostri compleanni, gatti compresi, ed i giorni di vacanza e di rientro, debitamente corredate da faccine allegre o tristi. Insomma, quasi un almanacco; mi piacerebbe che anche a casa di mia figlia, quando si sposerà, ce ne fosse uno.riflessi di riflessi di glaucy at 16:46:09
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